Vincent Hoesch, con Tim Tavinor e Peter Liebner, vince l'Internazionale d'Italia
a Sanremo nel 2013

Beppe Duca
Campione Italiano 2011, 2012 e 2013

 
Il Dragone: un vero purosangue

La filosofia di evoluzione graduale all'interno della monotipia messa in atto dall'Associazione Internazionale di Classe ha generato una barca con attrezzatura di ultima generazione con numerose possibilità di regolazione, che riduce la curva di apprendimento per i velisti che arrivano da altre classi e rende la barca abbastanza flessibile da far fronte ad ogni livello di abilità.

Il Dragone oggi incarna tutte le qualità che hanno reso il day-racing con barche a chiglia la forma preferita di regata di molti dei migliori timonieri provenienti dalle derive o dalla Coppa America. L'equipaggio di tre persone è un'unità fortemente coesa senza bisogno di imbarcare pesi massimi. Le regole della monotipia assicurano regate ad armi pari e la facilità di rimorchiare il Dragone dietro la propria auto rende le competizioni internazionali accessibili a tutti i budget. La classe Dragone rimane una delle poche classi ad alto livello competitivo dove le capacità regatistiche predominano sul peso dell'equipaggio e sulla prestanza fisica. Queste sono solo alcune delle ragioni per cui i regatanti di ogni età e di ogni livello sono attratti dal Dragone. Diventare proprietario di un Dragone rappresenta il traguardo della carriera di parecchi velisti, mentre ad altri questa classe fornisce tutta una vita di sfide.

In origine la costruzione in legno dei Dragoni si ripartiva fra numerosi cantieri artigianali. Poi, per parecchi decenni, la sviluppo dei Dragoni è stato principalmente il frutto del cantiere danese di Borge Boressen, che ne ha costruito più di 1500 unità. Attualmente il Dragone è essenzialmente costruito in vetroresina dall'inglese Petticrows e dal tedesco Glas, mentre Borressen ha lasciato la vetroresina, che aveva cominciato ad usare nel 1972, per dedicarsi alla costruzione dei Dragoni in legno, veri gioielli. ( vd Storia dell'IDA )

La costruzione è rigorosamente identica da un cantiere all'altro, la monotipia è totale e sotto il controllo della potente International Dragon Association (IDA) e dell'ISAF. Naturalmente i proprietari delle barche più recenti ottengono in principio i migliori risultati in regata, ma non si può concludere che gli scafi in vetroresina siano superiori a quelli in legno. Numerosi Dragoni "di una certa età", amorosamente curati da proprietari appassionati passano avanti ai "giovani" freschi di cantiere. In generale si può dire che non è la barca ma il "manico" che fa camminare al meglio questo purosangue.

Si comprende facilmente l'attaccamento dei proprietari e dei loro equipaggi per questa barca. Poche barche a vela sono così eleganti. Con i suoi slanci generosi e questo genoa imponente che gli dà uno stile particolare. Il Dragone è un oggetto artistico seducente, degno erede dei magnifici yachts della stazza internazionale.

Il Dragone è rapido con ogni tempo, fa una bolina eccezionale, è evolutivo e di una estrema sensibilità alla barra, resta perfettamente maneggevole con la sola randa (il genoa si arrotola in un istante) cosa preziosa in caso di cattivo tempo e all'entrata dei porti per raggiungere l'ormeggio.

Nonostante i suoi oltre 80 anni, il Dragone resta una delle barche a chiglia più stimate del mondo. Le ragioni di questo entusiasmo sono le sue qualità eccezionali di navigazione e un'organizzazione della Classe strutturata ed efficace. Un tale insieme di qualità spiega la sua diffusione mondiale in più di trenta nazioni.

 
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